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Conosci la Medicina e la Fisioterapia Rigenerativa?.
28 Maggio 2019

Negli ultimi anni la medicina ha fatto passi da gigante nella terapia rigenerativa in vari ambiti che spaziano da quello ortopedico a quello neurologico per arrivare all’estetico. Questa modernissima branca della medicina combina gli progressi tecnologici in biologia molecolare, terapia genica, terapia cellulare e ingegneria dei tessuti e ha lo scopo di riparare e rigenerare le cellule, i tessuti e gli organi.

I fisioterapisti condividono gli stessi scopi della medicina rigenerativa in quanto utilizzano gli strumenti tipici della fisioterapia quali terapia manuale ed esercizio terapeutico per fornire stimoli specifici per favorire la riparazione dei tessuti e il ripristino delle loro caratteristiche meccaniche. L’obiettivo di questi trattamenti è recuperare le funzioni perse in seguito ad un trauma o all’usura.

Negli ultimi anni l’APTA (American Physical Therapy Association) ha definito la riabilitazione rigenerativa come “l’integrazione tra i principi e gli approcci terapeutici della riabilitazione e quelli della medicina rigenerativa con lo scopo di sviluppare metodi efficaci ed innovativi che promuovano il ripristino della funzione attraverso la rigenerazione e la riparazione dei tessuti”.

La riabilitazione rigenerativa combina, in un approccio multidisciplinare, i principi dell’esercizio con le terapie rigenerative per ricreare e riparare osso, muscolo, cartilagine, legamenti, tendini, nervi, e altri tessuti muscolo-scheletrici.

 

 

I fisioterapisti usano un approccio terapeutico con esercizi mirati alla stimolazione meccanica dei tessuti  lesionati per favorirne la riparazione. Ogni tessuto danneggiato ha una sua capacità innata di riparazione e risponde a stimoli specifici che devono essere forniti con i tempi e le modalità adeguate alle diverse fasi del processo di guarigione.

Il trattamento del fisioterapista si basa sull’applicazione di forze meccaniche attraverso la terapia manuale o l’esercizio terapeutico che agiscono sui tessuti a più livelli; molecolare, cellulare e tissutale. Stimoli meccanici diversi agiscono su tessuti diversi attraverso la meccanotrasduzione: un processo fisiologico che porta alla traduzione di uno stimolo meccanico in una risposta cellulare che propagandosi di cellula in cellula ne modifica la biologia e permette di adattare il tessuto agli stimoli ricevuti.

I recenti progressi della medicina rigenerativa come l’uso di PRP (Plasma arricchito in piastrine), cellule staminali ed ingegneria tessutale permettono di stimolare il processo di guarigione dei tessuti ma non forniscono al tessuto alcuna informazione sulla direzione che questo processo deve prendere. Lo stimolo meccanico fornito da un percorso riabilitativo conseguente al trattamento di medicina rigenerativa invece garantisce, se ben condotto, che il tessuto si sviluppi con le caratteristiche desiderate.

Sarà quindi indispensabile abbinare un percorso riabilitativo specifico sia in preparazione che in seguito al trattamento con PRP o con cellule staminali.

Gli insuccessi di alcuni trattamenti con PRP potrebbero essere spiegati proprio dalla mancanza di uno stimolo adeguato che permetta alle strutture non solo di attivare ma anche di progredire nel processo di riparazione. I PRP sembrano dare una risposta nelle prime fasi dell’intervento ma che viene persa progressivamente in mancanza di stimoli. Per esempio sappiamo che un tendine che viene messo a riposo in breve tempo si adatta alla mancanza di carico e riduce le proprie capacità meccaniche.

Per le cellule staminali non esistono dei protocolli riabilitativi validati,

 

si trovano però numerosi studi che collegano l’esercizio fisico con l’attivazione e la differenziazione di diversi tipi di cellule staminali presenti nell’organismo.

Fornire un inadeguato carico sia come tempistiche che come tipologie di contrazioni potrebbe inficiare o per lo meno rallentare il processo di differenziazione delle cellule staminali. Studi sulla efficacia del carico progressivo per 4 settimane nel cammino su tappeto ed esercizi dopo infiltrazione di staminali mostrano ottimi risultati sia per la cartilagine che per le lesioni muscolari. Utilizzare un tapis roulant che permetta di modulare il carico come l’ALTER G ® (Anti Gravity Treadmill) nelle fasi iniziali consente di lavorare immediatamente anche nei casi più difficili modulando precisamente le forze in gioco per non creare sovraccarico e risposte infiammatorie.

 

Un ulteriore aspetto che non dovrebbe essere trascurato per ottenere i migliori risultati è la pianificazione del trattamento. Quando possibile i fattori biomeccanici e gli altri fattori di rischio andrebbero valutati e trattati prima del trattamento rigenerativo.

Un semplice esempio per comprendere questo concetto è quello del gommista. Nessuno di noi cambierebbe mai delle gomme deteriorate in modo anomalo senza prima valutare e correggere la convergenza perché sappiamo che andremmo di nuovo incontro a fenomeni di usura precoce anche delle gomme nuove. Con l’apparto muscolo-scheletrico invece spesso ci si comporta proprio cosi: si riparano le gomme ma non si fa nulla per correggere la convergenza. Le nostre strutture muscolo-scheletriche se ricevono un carico equilibrato grazie ai meccanismi sopra citati si rinforzeranno in modo omogeneo permettendoci di riprendere le nostre abitudini sportive e ritardare gli interventi di protesi.

Analizzando la letteratura scientifica e la nostra esperienza sul campo possiamo dire che un approccio combinato e coordinato tra ortopedici e fisioterapisti consapevoli dei fenomeni neurofisiologici alla base della Riabilitazione Rigenerativa è fondamentale per ottenere i migliori risultati.

 

 

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