LA PUBALGIA 2° parte.
27 Gennaio 2019

PUBALGIA

Come posso prevenire la pubalgia?

Nelle sindromi da sovraccarico sicuramente l’elemento centrale è la prevenzione perché quando la patologia si è manifestata i tempi di guarigione solitamente sono lunghi.

La prevenzione segue due strade:

  • Gestione dei carichi di lavoro
  • Individuazione e gestione dei fattori di rischio individuali

Misurazioni con Tracker System                                                                                                   Gestione dei carichi di lavoro.

Nello sport non è sempre facile capire i carichi di lavoro a cui è sottoposto un atleta ed in particolare la relazione con la sua capacità di carico individuale. La capacità di carico cambia in funzione di molti aspetti come il sonno, fattori ormonali, dieta e stress di varia natura.

Il carico di allenamento va gestito il più attentamente possibile sia nella quantità che nella qualità e dove essere il più possibile individualizzato.

Attualmente in letteratura vengono proposti dei test semplici da campo per monitorare il livello di allenabilità del soggetto.

Solitamente si usa un test di forza associato a un sistema a Semaforo:

Si chiede al soggetto una contrazione di 5” degli adduttori e in base al dolore percepito in una scala da 0-10 si stabilisce se quel giorno il soggetto può allenarsi senza restrizioni, se va valutato da un fisioterapista pur mantenendo lo sport oppure se deve interrompere ogni attività sportiva e fare solo trattamento (vedi figura).

Un aspetto utile nel monitoraggio della pubalgia è il calo di forza degli adduttori misurato con dinamometro.

Noi al Kinè utilizziamo da diversi anni un dinamometro manuale (Traker System®) che ci permette di misurare la forza dei muscoli dell’anca intervenendo per tempo nei soggetti a rischio.

La valutazione della forza muscolare, del dolore e delle risposte a specifiche scale di valutazione ci permette anche di monitorare puntualmente i risultati dei nostri trattamenti e regolare il percorso riabilitativo di conseguenza.

Individuazione e gestione dei fattori di rischio individuali

Durante la valutazione fisioterapica attraverso l’uso del dinamometro (Traker System®) raccogliamo diversi dati sulla forza e l’articolarità del soggetto che ci permettono di individuare i soggetti a rischio.

Il monitoraggio della forza dei muscoli dell’anca sembra essere un elemento predittivo dello sviluppo della tendinopatia degli adduttori.

Allo stesso modo i soggetti che presentano una riduzione del movimento dell’anca sembrano essere ugualmente a rischio.

Questi fattori sono modificabili ed è possibile quindi implementare un programma preventivo individuale.

 

Ho cercato in tutti i modi di prevenire la pubalgia ma non ci sono riuscito! Quale è il trattamento più appropriato? 

La scelta del trattamento e del programma terapeutico avviene sulla base della valutazione fisioterapica eseguita.

Il trattamento della pubalgia è prevalentemente conservativo e si basa su terapia manuale ed esercizio terapeutico.

In alcuni casi sono sufficienti poche sedute di terapia manuale, educazione del paziente e un programma di esercizio terapeutico domiciliare.

Nei casi più complessi e di maggiore durata nel tempo (pubalgia cronica) invece sono presenti solitamente dei deficit di forza associati a debolezza delle strutture muscolo tendinee interessate che impediscono la ripresa delle attività sportive.

In questi casi il programma riabilitativo si baserà prevalentemente sulla valutazione e sul ripristino delle funzioni perse attraverso l’esercizio terapeutico per un periodo che può arrivare a 3 mesi.

Allenare le strutture muscolo-tendinee permette di aumentare la loro tolleranza ai carichi di allenamento ed evita che durante l’attività vadano in sovraccarico generando dolore e danno del tessuto miofasciale.

I carichi di lavoro vengono aumentati progressivamente sua come tipologia di contrazione che come volumi per stimolare tutte le componenti neuromuscolari. Attraverso il sistema di valutazione Traker System® possiamo intervenire con un rinforzo mirato dei muscoli deficitari e monitorare nel tempo i progressi ottenuti.

Solitamente partiamo con un allenamento isometrico ed isotonico per arrivare ad allenamenti Pliometrici e Isoinerziali ed Eccentrici.

Per ottenere questi obbiettivi ci siamo dotati di diverse attrezzature all’avanguardia che ci permettono di scegliere la tipologia di contrazione desiderata.

Utilizziamo per esempio KINEO SYSTEM® Intelligent Load una tecnologia che permette di modulare perfettamente i carichi e le tipologie di contrazione passando facilmente da un esercizio viscoso (come nell’acqua) ad esercizio eccentrico ad alti carichi nella stessa sessione di lavoro.

Ci siamo dotati inoltre della tecnologia per l’allenamento Isoinerziale con attrezzatura DESMOTEC® che ci permette di incrementare ulteriormente il lavoro eccentrico del complesso muscolo tendine attraverso l’utilizzo di un volano. In questo modo andiamo a sollecitare il muscolo in quei meccanismi (cambi di dierzione e passaggio tra contrazione concentrica e d eccentrica) che sono riconosciuti essere cruciali nello sviluppo delle patologie del tendine e del muscolo.

Infine è sempre nostra cura fornire un programma per il ritorno allo sport che può essere eseguito a domicilio o in squadra.

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